Mandare curriculum ormai è paragonabile ad un’arte.
La mail di presentazione deve essere sufficientemente sintetica da non annoiare il lettore e nemmeno troppo corta per non sembrare a sua volta un annuncio di “Cerco lavoro”. Deve essere vaga al punto da invitare il lettore a leggere il cv, sempre più dettagliato, ma allo stesso tempo abbastanza precisa da far sembrare voi e il vostro profilo adatti al posto di lavoro per cui scrivete. Il tono a sua volta deve essere educato e cortese, senza però scadere nel servilismo (del tipo ti do anche del vostra maestà, basta che leggi e mi ricontatti).
In sintesi: scrivere un cv e la sua lettera di presentazione è un esercizio continuo di equilibrio, richiede molte capacità e pazienza, ma allo stesso tempo, inutile negarlo, gran fortuna. La lettera che può piacere a Tizio può sembrare tremenda a Caio, quella che può interessare il primo tanto da ricontattarvi al secondo può fare tanto fastidio da cestinarla subito senza nemmeno andare oltre la terza riga.
Quello che però non sopporto è la maleducazione nella risposta. A chi riceve un cv si presentano tre possibilità: se interessato rispondere positivamente, se non interessato semplicemente cestinare il tutto e non rispondere, se forse interssato in futuro prendere il cv, metterlo nella banca dati dell’azienda e stop.
Purtroppo alcuni sono convinti che ci sia anche una quarta possibilità e oggi sono incappata in una di queste. Alla mia mail tradizionale, educata in cui mi rivolgevo alla Dott.ssa xx dandole del lei e sottoponendole il mio cv, è seguita una risposta di tre righe, sgrammaticata, in cui apostrofandomi con ciao, segue una domanda maleducata che riassumerei e parafraserei in “Se non mi dai più dettagli ho difficoltà a capire se sei la persona di cui ho bisogno”; il tutto corredato da un “Io ho bisogno su Milano”.
Miss educazione innanzitutto a lei si risponde con lei e a buongiorno con buongiorno. Secondo se leggevi la mail leggevi pure che sono disponibile a trasferimenti e terzo non scrivo di certo in una mail di primo contatto addirittura i clienti che seguo! Quelli poi, se mi va e se posso, te li elenco faccia a faccia in un futuro incontro.
Ma ad una mail del genere io rispondo solo con una parola: cestino. Non ho al momento così bisogno di lavorare (già lavoro) per andare ad infilarmi in un ambiente dove la maleducazione e il non-rispetto per il prossimo traspaiono già da una mail.
ponga
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