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Stati d’animo nel cercare lavoro

Non sono soddisfatta del mio lavoro (lo si capisce mi sa, vero Eleonora?) e quindi sono in cerca.

Quando sei insoddisfatto ci sono due stati d’animo:

- arrabbiatura: quando sei arrabbiato hai la voglia vera di cercare nuove opportunità, riesci a scovare annunci in ogni dove e a mandare cv in tutte le direzioni

- delusione: quando sei deluso ti prende l’apatia, senti che devi cambiare, senti che sei tu che devi far sterzare la situazione, ma non ce la fai

Personalmente sono sull’altalena. Alterno giorni in cui cercare mi risulta facile e mi dà soddisfazione trovare nuovi indirizzi a cui mandare il curriculum e giorni in cui mi prende l’apatia, so benissimo cosa devo fare ma mi sembra di non averne le energie. Credo che alla base di tutto ci sia proprio l’insoddisfazione che a volte dà uno stimolo e a volte l’opposto. Il problema è che senza voglia di cercare e di scovare nuove possibilità è difficile cambiare le cose, si tratta di una continua lotta tra queste due sensazioni.

ponga

E se quando lo cerchi…

Che sto cercando lavoro lo si era capito. Però, non so se a voi succede, a volte anche in questo sono molto lunatica.
Ci sono dei momenti in cui questo lavoro non lo digerisco, momenti in cui se me ne offrissero un altro in un attimo lo accetterei. Quando invece cominciano a girare le cose e nel giro di due giorni mi chiamano per altrettanti colloqui, mi vengono pensieri opposti. La paura di cambiare forse? Il classico mai lasciare la strada vecchia per la nuova? Non so che dire.
Certo che trovarsi a dover decidere se cambiare o meno quando la situazione non è stabile è difficile. In questi momenti mi faccio forza pensando che è inutile precorrere i tempi, è giusto fare colloqui e decidere solo quando è realmente il momenti di decidere. Allo stesso tempo mi dico di portare avanti la mia ricerca ricordandomi quanto sono stata male e quanto nervoso ho patito per settimane, nemmeno troppo lontane.
Insomma la strada del lavoro, in generale è in salita. E forse lo è perchè per la prima volta ci troviamo ad essere veri e propri fautori non solo del nostro futuro, ma anche del nostro presente. Le superiori prima e l’università dopo sono difficili da scegliere, in quel momento ti pare di prendere una decisione per il tuo futuro; ma una volta presa, per cinque anni almeno, lo strada è quella e le preoccupazioni sono solo sul come percorrerla. Ben diverso è il mondo del lavoro: le decisioni hanno dirette ripercussioni sul presente, fare discorsi pensando al futurop diventa molto difficile e in ogni momento la decisione riguarda sia la strada da sceglierla sia il come percorrerla.

ponga



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