Per me, che vivo in una città, ho il moroso in un’altra e la famiglia in un’altra ancora cercare lavoro vuol anche dire allontanarsi e riavvicinarsi. Una volta all’uno e una volta all’altro.
Adesso che sto cercando lavoro, alla scelta del lavoro si aggiunge anche quella della città. E un’idea sorge spontanea. In certi momenti lo sento come una sconfitta, in altri semplicemente un ritorno, ma a dirla in breve ho deciso di tornare a casa. Sì cerco lavoro a casa che almeno comincio a mettere qualcosa da parte. Qui, fuori sede, guadagno abbastanza ma risparmio una cicca e il risultato è che sto lontana tanto dai miei quanto dal moroso e in compenso passo i miei fine settimana su un treno, una volta in su e una volta in giù.
Tornare a casa semplifica anche gli affetti. Riduce gli spostamenti (che diventerebbero solo in giù e potrebbero essere più frequenti), Aumenta il risparmio. Questi gli elementi positivi.
Dall’altra tornare a casa vuol dire rinegoziare un rapporto di convivenza con i miei che non esiste da ormai 7 anni a questa parte e che l’ultima volta è stato quando ero alle superiori e non facevo praticamente nulla. Insomma sarebbe tutto da ricostruire e bisognerebbe riabituarsi ad una dipendenza e a una convivenza a cui non lo so se sono più abituata.
Come tutte le scelte ha i suoi pro e i suoi contro, ma in qualche modo semplifica e un po’ di sacrificio da questo punto di vista se serve va bene.
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